Ed è come partire per un lungo viaggio

Anche se il prezzo da pagare è vedersi ribaltare il mondo, affrontare il dolore di un distacco che mai avresti voluto. E’ arrivato il momento di accettarlo: che le cose cambiano, che c’è un presente da scrivere. Che siamo così, oggi, grazie a ciò che è stato, ma che ci troviamo qui per andare avanti.
Ed è come partire per un lungo viaggio: porto quanto di te c’è in me ma stavolta, giuro, non mi volto indietro.

Forse, davvero, significa questo, amare. Lasciare liberi di scegliere. Non si può che impararlo a proprie spese. Prima, è necessario lottare con la propria natura, riuscire infine a farla vincere. E raccogliere tutto il coraggio che si può: bisogna inoltrarsi nella giungla per scoprire cosa c’è oltre; e mentre l’attraversi non lo sai ancora, se il cielo impietoso sta volgendo all’azzurro. Né se le stelle si trasformeranno in mucchi di sonagli che sanno ridere.

Che abbia la forma di una città caotica e straniera,
di una pioggia sottile,
di una febbre senza nome.
Che sia una lingua nuova e incomprensibile,
una terra sconosciuta,
un cielo umido e soffocante.
Mentre improbabilità e dubbi foderano il tuo passo.

Purché il peso del cammino ti insegni a lasciare andare custodendo l’esperienza.
Purché nella visione d’insieme, non nel dettaglio, tu possa trovare la forza.
E mentre cerchi la strada tra grovigli di piante mai viste, impari a trasformare il dolore in gratitudine.

sd_lungo_viaggio

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