L’Unica Certezza

Ci risiamo. Il mondo va a rotoli, le vetrine sono addobbate a festa e il freddo impietoso di novembre fa lo scalpello sulle tue ossa. E mentre il tempo si muove incerto, la giornata prende piega ancora prima che tu ti alzi.

Anche oggi il rituale resterà lo stesso. Arriverà un treno, entrerai al lavoro, a una certa ora uscirai e avrai fatto solo il tuo dovere; e poi via, fino a un nuovo convoglio, fino a un nuovo rientro. Fino una nuova notte. Se ti andrà bene, sarà così per-tutta-la-vita.

Avvertendo la contraddizione del crescere, ti chiedi come sia possibile non farsi domande. Come sia possibile ucciderli, i dubbi. Perché il problema non è accettare la difficoltà, ma avere una direzione da prendere.

Oggi il mondo reclama il tuo posto nelle fila degli adulti, te lo sbatte in faccia che è arrivato il momento di diventare grande. Pretende di chiamarti donna e avvicina la linea di confine, ma allo stesso tempo restringe la prospettiva e strangola il sogno. E non offre garanzie. Mai.

Sollevi le coperte e saluti il nuovo giorno e lo conosci a memoria senza neanche vederlo. Apri le imposte e il tempo è grigio ma tu sai bene che non è la nebbia a spaventarti, che l’opzione fare-come-se-nulla-fosse è momentaneamente indisponibile e che il rimmel non basterà a risolvere le cose.

Bisogna tenerseli stretti i sogni. Il passato è l’unica certezza.

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